Intelligenza artificiale applicata

Intelligenza artificiale applicata al business: IAssicur DBI è l’innovativo gestionale pensato “su misura” per Broker, Agenzie e Compagnie di Assicurazione.

 

Il 2018 è stato l’anno del lancio sul mercato del nuovo software di casa Diagramma, IAssicur DBI: dal CRM alle dashboard, passando per il workflow attivo e passivo, IAssicur DBI permette salto qualitativo vero e proprio nella gestione aziendale.

Come Diagramma  sia arrivata a questo traguardo è una faccenda che risale ai primi anni ottanta, ovvero quando nacque l’utilizzo “moderno” dell’Intelligenza Artificiale. Per IA intendiamo, banalmente, la disciplina che deriva dall’informatica (e dalla filosofia) che studia, implementa e progetta sistemi hardware e software con capacità simili a quelle umane: essendo i nostri sensi – e la nostra capacità di calcolo e di ragionamento – limitati per natura, l’uomo ha da sempre cercato di trovare e, soprattutto, costruire tecnologie (dalla ruota a Google, cambia poco) atte a migliorare la qualità della propria vita; dalle ferrovie a Wikipedia, passando per la creazione degli ultimi videogiochi di realtà aumentata, l’evoluzione uomo-macchina sembra decisamente inarrestabile.

 

Tra la prima versione di IAssicur e quella attuale, sono passati oltre trent’anni di ricerche.

Dal 1982, anno della sua nascita, Diagramma si muove nel campo dell’Intelligenza Artificiale applicata (da qui il claim che accompagna da sempre il marchio): sistemi di compressione dati, crittografia, chatbot, computer grafica, tecnologie web, motori di ricerca a base semantica, riconoscimento vocale e visivo, help desk automatici, sono solo alcune delle aree di applicazione a cui Diagramma, quando ancora l’IA era ad appannaggio di pochi, si è dedicata.

Anni di continua ricerca e di sviluppo tecnologico – interno ed esterno alla realtà di Diagramma: se fino a poco tempo fa era impensabile avere un gestionale indipendente dal data base, ora si può; se l’altro ieri la business intelligence e il CRM erano prerogativa di aziende come Google e Amazon, oggi sono ordinaria amministrazione.

Prendendo in prestito le parole di Abraham Lincoln, visto che prevedere il futuro è meno difficile se si prova a partecipare alla sua creazione, cerchiamo di ipotizzare le tre principali novità tecnologiche che ci potrebbe portare il biennio 2019-2020. Indovinarne almeno due su tre è la nostra scommessa.

 

Il futuro dell’Intelligenza Artificiale Applicata.

Il concetto chiave del nuovo anno sarà, senza ombra di dubbio, una progressiva digitalizzazione: da quest’anno, i documenti verranno archiviati digitalmente, consentendo più fluidità nei meccanismi di conservazione e maggiore spazio libero negli uffici di ogni azienda; la Firma Digitale sostituirà a pieno titolo (o quasi) quella manuale, snellendo e velocizzando tutti i processi di firma coinvolti nella gestione documentale; last but not least, la Fatturazione Elettronica proseguirà ulteriormente in questa direzione, a coronamento dell’impianto di digitalizzazione del futuro.

La seconda novità sarà il significativo successo di almeno una nuova iniziativa imprenditoriale basata sulla vendita di prodotti assicurativi, permessa da un utilizzo intensivo di strumenti di Intelligenza Artificiale: nuove opportunità di vendita, analisi dei clienti, cross-selling e up-selling, chiusure di deal particolarmente strategici, sono solo alcune delle aree in cui l’intervento dell’IA parrebbe indispensabile. Parola d’ordine del secondo pilastro potrebbe essere anticipazione dei bisogni: al di là di fornire una maggiore granularità complessiva all’intero settore, l’idea principale è quella di suggerire le strategie di marketing più efficaci. La chiusura delle trattative, il contatto clienti (potenziali e acquisiti), la modulistica ad hoc, le graduatorie “reali” di business e prospect, ecc., saranno a portata di tutti gli operatori del settore grazie all’applicazione delle più avanzate forme di Business (Artificial) Intelligence.

La terza novità sarà, molto probabilmente, l’adozione da parte di varie aziende di un nuovo modello organizzativo basato sull’utilizzo operativo e quotidiano di WorkflowDashboard: parola d’ordine controllo completo (attivo e passivo) di qualsiasi aspetto aziendale. Sebbene il concetto di pannello di controllo  – sul quale evidenziare i più importanti indicatori aziendali – non è certamente nuovo, il radicale incremento della potenza di calcolo a disposizione da una parte e l’aumento di intelligenza generale dei software dall’altra, permetteranno una vera e propria rivoluzione qualitativa in termini di gestione delle attività da svolgere (Task To Do).

Tramite le dashboard evolute, sarà possibile ottenere indici e dati (anche molto complessi) praticamente in real time; ma non solo: l’evoluzione della Business Intelligence consentirà non solo di fotografare il mero dato – e di confrontarlo col passato – ma anche di fare proiezioni vere e proprie sul futuro, elaborandole in termini di supporto alle decisioni. Il workflow invece, pur non essendo un concetto nuovo (quantomeno nella sua connotazione “procedurale”) permetterà da un lato di scandire il ritmo con cui vengono eseguite le attività (al pari di un direttore d’orchestra, coordinerà al meglio tutti gli strumenti a disposizione), dall’altro sarà in grado di porsi in modo attivo rispetto al processo e di gestire in autonomia molte delle attività del processo stesso o, quantomeno, di predisporne una buona parte e di lasciare così al manager fondamentalmente un ruolo di controllo.

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